FESTIVAL DI SANREMO 2019

Il solito copia-copia dei titoli

IL FESTIVAL DI SANREMO RESTA IL PIÙ ATTENDIBILE STRUMENTO DI VALUTAZIONE DELLO STATO DI CREATIVITÀ MUSICALE DEGLI AUTORI ITALIANI. DOPO 68 ANNI DI CANZONI ORECCHIABILI APPARE ALQUANTO COMPLICATO COMPORRE UNA MELODIA CAPACE DI SORPRENDERE PER ORIGINALITÀ LA COMUNITÀ DEI MUSICOFILI: ACCUSE E SOSPETTI DI PLAGIO SARANNO PRESUMIBILMENTE ALL’ORDINE DEL GIORNO ANCHE NELL’EDIZIONE 2019.

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In attesa di ascoltare le musiche la conferma della tendenza al copia-copia arriva puntuale con l’annuncio dei titoli delle canzoni in gara, molti dei quali sono tutt’altro che inediti come invece imporrebbe la legge sul diritto d’autore. Nello specifico il primato della non originalità spetta in questa tornata a Daniele Silvestri: nell’Archivio delle opere musicali della Società italiana degli autori ed editori la sua Argento vivo risulta avere ben 75 precedenti. A comporre il primo brano musicale con quel titolo fu nel 1890 il musicista austriaco Johann Strauss II, figlio dell’omonimo compositore considerato l’inventore del valzer. Tra le altre 74 Argento vivo vanno ricordate quella del 1965 incisa dal fisarmonicista Cesare Vaia e quella del 1976 del direttore d’orchestra di liscio romagnolo Vittorio Borghesi. Le ultime Argento vivo sono della cantautrice Maria Pierantoni Giua, incisa all’indomani della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2007 e del gruppo il Giardino dei Semplici che nel 2013 ha pubblicato un Argento vivo che ha battezzato l’intero album. Alla SIAE sono state depositate 24 Solo una canzone, come il titolo del brano proposto dagli Ex-Otago: una di queste fu incisa nel 1978 dal cantautore romano Luciano Rossi, quello di Ammazzate oh!. Sono 11 i precedenti per Mi sento bene, il titolo del brano di Arisa: gli ultimi 3 sono stati pubblicati dalla cantautrice umbra Claudia Fofi nel 2012, dal gruppo rock alternativo reggiano iRitmo e dal cantautore siciliano Tony Canto, ambedue nel 2016. Il titolo Rolls Royce, quello della canzone di Achille Lauro, conta 10 precedenti: il più famoso è legato alla Rolls Royce che nel 1980 è stata in vetta alla hit parade svedese nell’interpretazione del duo pop Svenne & Lotta ma due anni prima un identico titolo aveva scalato quella olandese nell’esecuzione del Sunset Trio. Il titolo della canzone di Simone Cristicchi Abbi cura di me è stato depositato 5 volte, l’ultima nel 2016 dal finalista di Amici Briga affiancato dal frontman dei Dear Jack Alessio Bernabei. Nell’edizione 2019 Briga in coppia con Patty Pravo canterà Un po’ come la vita, finalmente un titolo senza precedenti! Sono invece 3 i Cosa ti aspetti da me, titolo della canzone di Loredana Berté: l’ultimo è stato utilizzato nel 2013 da Niccolò Bossini. “I titoli simili sono confondibili e la SIAE dovrebbe rifiutarli innanzitutto per il rispetto dovuto alla proprietà intellettuale che secondo me è la più sacra delle proprietà. – dice l’avvocato milanese Gianpietro Quiriconi, luminare del diritto d’autore – Poi perché alla confusione consegue la possibilità del drenaggio dei profitti da opere celebri e altamente remunerate a composizioni modeste con lo stesso titolo. Il titolo andrebbe considerato come segno distintivo non soltanto dell’opera dell’ingegno ma anche di un prodotto aziendale in quanto bene economico. Pertanto un titolo che imita servilmente il segno distintivo di un prodotto altrui andrebbe considerato in base allo stesso principio giuridico di un illecito civile per concorrenza sleale”.

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