SANREMO 2020: I TITOLI COPIATI

Eden batte tutti, seguono Andromeda, Carioca e Viceversa

Sanremo_2020

Apprezzabile l’accortezza degli autori dei brani di Rita Pavone e di Elettra Lamborghini che hanno aggiunto sottotitoli per marcare le differenze: Niente (Resilienza 74) quello di Rita, Musica (e il resto scompare) quello di Elettra. Originali TikiBomBom di Levante, Nell’estasi o nel fango di Michele Zarrillo, Lo sappiamo entrambi di Riki, Voglio parlarti adesso di Paolo Jannacci, Rosso di rabbia di Anastasio. Con gli altri cominciano i potenziali guai in merito a plagio e contraffazione. A partire dal Me ne frego di Achille Lauro che nell’Archivio delle opere musicali della SIAE conta 18 precedenti: il primo del 1921, firmato dal compositore Manfredo Lina con il testo di Rino Visconti, inno degli squadristi della mussoliniana Marcia su Roma. Degni di nota sono anche i Me ne frego depositati da due celebri direttori d’orchestra: il primo del 1981 a firma di Mario Bricarello, storico flautista del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, il secondo di David Sabiu – già in due edizioni sul podio di Sanremo – inciso nel 2001 dall’Orchestra Borghesi. Come mia madre, il titolo del motivo di Giordana Angi ha un precedente del 1981 di Anselmo Genovese, cantante anni Settanta e autore per Mina e Ornella Vanoni, così come Fai rumore è stata depositata alla SIAE nel 1990 dall’autore e disc-jockey torinese Beniamino Luppino. Ho amato tutto di Tosca ha 2 precedenti come Finalmente io di Irene Grandi. Il sole ad est di Alberto Urso ha 4 precedenti mentre ne elenca 12 il No grazie di Junior Cally. Poi partono i titoli molto ricorrenti, come Baciami adesso (14 precedenti) di Enrico Nigiotti: un’altra Baciami adesso addirittura aveva gareggiato proprio nel Festival di Sanremo edizione 2008 scritta da Pasquale Panella e Daniele Ronda per la voce di Mietta. Sono 15 i Sincero registrati alla SIAE prima di quello di Bugo e Morgan, 16 i Gigante come quello di Piero Pelù e 17 i Il confronto come quello di Marco Masini, l’ultimo è del compositore Andrea Guerra per la colonna sonora del film La finestra di fronte diretto nel 2003 da Ferzan Özpetek. Oltre 20 sono i Dov’è del gruppo Le Vibrazioni. Arrivano poi gli iper-inflazionati. Carioca di Raphael Gualazzi è originariamente il titolo di uno dei brani più famosi del jazz, creato nel 1933 da Vincent Yumans, uno dei più celebrati compositori statunitensi dell’epoca: è stato di volta in volta pubblicato da mostri sacri come Coleman Hawkins, Artie Shaw, Gerry Mulligan, Chet Baker fino al nostro Henghel Gualdi nel 1960. Carioca, con oltre 50 utilizzi, è anche un titolo della colonna sonora composta da Guido e Maurizio De Angelis per il film Savana violenta diretto nel 1976 da Antonio Cimati e Mario Morra. Viceversa di Francesco Gabbani è un titolo diffusissimo, con oltre 60 depositi, negli Stati Uniti e in Sudamerica (ma regolarmente registrati anche alla SIAE da sub-editori italiani) ed è il titolo della colonna sonora composta da Stephane Meer per una tra le più popolari serie tv francesi. In Italia il primo Viceversa fu scritto ed eseguito nel 1958 da uno dei supremi interpreti della canzone napoletana: Giacomo Rondinella. Supera i 60 precedenti anche il titolo Andromeda di Elodie: il primo è del 1964 a firma di Ernesto Nicelli, direttore dell’Orchestra ritmico-sinfonica della RAI di Milano, il più recente (2019) è del pianista jazz Claudio Filippini. Il primato dei precedenti spetta in questa edizione a Eden di Rancore: più di 100 canzoni con lo stesso titolo, oltre 2400 quelle che contengono la parola Eden. I brani Eden più blasonati nel nostro paese sono stati quello del 1977 di Carlo Savina, il compositore italiano con all’attivo il numero maggiore di colonne sonore cinematografiche, quello di Paolo Conte nel 1990, quello di Renato Zero nel 1991 per l’album La coscienza di Zero e quello dei Subsonica nel 2011. “I titoli simili sono confondibili e la SIAE dovrebbe rifiutarli innanzitutto per il rispetto dovuto alla proprietà intellettuale che secondo me è la più sacra delle proprietà. – dice l’avvocato Gianpietro Quiriconi, tra i massimi esperti italiani in Diritto d’autore – Il titolo andrebbe considerato come segno distintivo non soltanto dell’opera dell’ingegno ma anche di un prodotto aziendale in quanto bene economico. Pertanto un titolo che imita servilmente il segno distintivo di un prodotto altrui andrebbe considerato in base allo stesso principio giuridico di un illecito civile per concorrenza sleale”. Di certo dopo un secolo di canzonette occorre un po’ d’impegno per rintracciare un titolo che non sia stato utilizzato in precedenza. Facciamo l’esempio di Ringo Starr, il brano che eseguiranno al Festival i Pinguini Tattici Nucleari. Possibile che in passato ad altri sia venuto in mente di intitolare una canzone con il nome del componente dei Beatles? La risposta è sì. L’Archivio della SIAE custodisce altri 5 brani col titolo Ringo Starr: la più famosa è della rockband statunitense Devilhead (1996), la più recente (2010) dei party-rocker milanesi Deluded By Lesbians. Per completezza di cronaca va aggiunto che il batterista dei Fab Four fu per la prima volta citato in una canzone pubblicata nel 1978 da I Nuovi Angeli, scritta da Umberto Napolitano con le parole di Paolo Limiti. Era intitolata Non piange Ringo Starr.

ringo-starr

Canzoni che sono state dedicate a Ringo Starr
(in una ricerca pubblicata da Rockol)

TORNANO A MORRICONE LE COLONNE USA

UNA DECISIONE DELLA CORTE D’APPELLO DEGLI STATI UNITI CHE PUÒ RIVOLUZIONARE IL RAPPORTO TRA AUTORI ED EDITORI.

enniomorricone

Il maestro Ennio Morricone mette a segno un colpo che minaccia di destabilizzare i tradizionali rapporti tra autori ed editori sull’intero territorio statunitense. Lo scorso 21 agosto il giudice Dennis Jacobs, presidente del secondo circuito di Corte d’Appello degli Stati Uniti, ha infatti stabilito che il compositore italiano può riappropriarsi dei diritti di sei colonne sonore realizzate tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 e affidate in gestione al gruppo che gestisce in America le licenze della prestigiosa casa di edizioni musicali Bixio, fondata un secolo fa da Cesare Andrea Bixio, uno dei padri storici della canzone italiana (scrisse capolavori come Mamma, Parlami d’amore Mariù, Vivere, Guapparia). Secondo i legali di Morricone il contratto tra lui e il Bixio Music Group risultava scaduto già nel 2012, ciononostante gli editori hanno continuato ad amministrare i diritti delle colonne sonore sul territorio statunitense. Nel 2017 il Tribunale federale di New York aveva respinto la richiesta di Morricone, in virtù della differente considerazione, tra la legge italiana e quella americana, della paternità di un’opera musicale: negli Stati Uniti il produttore del film è anche colui che commissiona le musiche e ne diviene proprietario, mentre in Italia il compositore resta il titolare della propria opera dell’ingegno. E la Corte d’Appello presieduta da Dennis Jacobs ha riconosciuto l’interpretazione italiana, attribuendo all’autore, ai sensi della legge sul Copyright degli Stati Uniti, la prerogativa di revocare i diritti dell’opera dopo 35 anni dalla sua creazione. A convincere il magistrato americano è stata l’avvocata newyorkese di Morricone, Jane Carol Ginsburg, docente di Diritto della proprietà artistica e letteraria alla Columbia University. Una decisione che può indurre innumerevoli compositori italiani di brani famosi negli Stati Uniti – e non soltanto legati a colonne sonore cinematografiche – a reclamarne la restituzione dei diritti da parte delle case editrici a stelle e strisce.

I TRASGRESSIVI

I MUSICISTI DALL’IMMAGINE DURA, AGGRESSIVA, LA FILIERA DEI ROLLING STONES, DEGLI WHO IN CONTRAPPOSIZIONE COI RASSICURANTI BEATLES. I GRANDI ARTISTI FINITI IN MANETTE, QUELLI SCOMPARSI PREMATURAMENTE PER DROGA. E L’ANALOGO PANORAMA ITALIANO DAGLI ANNI SESSANTA IN AVANTI.

Una storia esclusiva raccontata per Eventi Pop – il programma televisivo realizzato da Tg2 e Raidue – da conduttori d’eccezione: Cesare Cremonini (con il bassista Ballo) ed Enrico Ruggeri.

The Rolling Stones in Eventi Pop, Rai 2, 2003.

L’ITALIA DEL BOOM SECONDO TOPO GIGIO

L’ITALIA DEL 1958, L’ITALIA DEL BOOM, L’ITALIA DI TOPO GIGIO. CE LA RACCONTANO IL PUPAZZO PIÙ CELEBRE DEL MONDO ASSIEME ALLA “MAMMA” MARIA PEREGO, LA “VOCE” PEPPINO MAZZULLO, LO SCRITTORE EDMONDO BERSELLI, IL POETA PASQUALE PANELLA.

Sessant’anni fa Maria Perego inventava il pupazzo, erede della marionetta, fabbricato in materiale talmente morbido da consentire il movimento di ogni parte del corpo e del viso. I pupazzi della Perego esordirono in televisione nella Canzonissima del 1958: si chiamavano Messer Coniglietto, la Banda dei Funghetti, Picchio Cannocchiale, fino ad arrivare a Topo Gigio, il pupazzo più popolare del mondo.
A quelle invenzioni e a quell’epoca straordinaria per il nostro Paese è dedicato il Tg2 Dossier di Michele Bovi e Lidia Galeazzo andato in onda su Raidue domenica 27 aprile 2008.

Michele Bovi con Maria Perego e Topo Gigio.

Michele Bovi con Maria Perego e Topo Gigio.

ROCK E I SUOI FRATELLI

GLI ASPETTI CHE NON TI ASPETTI. OVVERO TUTTE LE ESPRESSIONI, LE EVOLUZIONI, LE DERIVAZIONI DEL ROCK NEI RACCONTI E I CONFRONTI PROPOSTI DA LITTLE TONY, ONE DIMENSIONAL MAN, ZEN CIRCUS, VERDENA, PIERO PELÙ, NOMADI E TANTI ALTRI. C’È PERSINO MICHELE CUCUZZA CON LE SCARPE DI CAMOSCIO BLU DI ELVIS PRESLEY.

“Eventi Pop”, Raidue, 2004.

MUSICA DEMENZIALE

L’ALBERO GENEALOGICO DELLA MUSICA DEMENZIALE RACCONTATO IN QUESTO EVENTI POP DEL 2004. C’È PROPRIO DI TUTTO: DALLE CANZONI DAI TESTI ASSURDI ALLE STRAVAGANZE DEL TRAVESTITISMO ROCK, AGLI INTERPRETI AD ALTO CONTENUTO DI TRASGRESSIONE DI OGNI STAGIONE. DIVERSI I NARRATORI: DA SKARDY DEI PITURA FRESKA AI PAY, DAGLI STATUTO A JACK LA CAYENNE.

Skardy (Pitura Freska) e i Pay in “Eventi Pop”, Raidue, 2004.

COMPAIONO NEL PROGRAMMA:

Flaminio Maphia
Blues Mobile
MGZ
Prophilax
Marco Carena
Caparezza
Elio e le Storie Tese
Statuto
Edoardo Vianello
Pitura Freska
Pay
Piotta
Laurentinho
Francesco Baccini e i Ladri di biciclette
Lino e i Mistoterital
Latte e i suoi derivati
Banda Osiris
Righeira
Gruppo Italiano
Alberto Camerini
Claudio Cecchetto
Paolo Zavallone
Andrea Mingardi
Shampoo
Gatti di Vicolo Miracoli
Squallor
Figlie del vento
Ossi duri
Skiantos
Frank Zappa
Marilyn Manson
Alice Cooper
Creaming Lord Sutch
Arthur Brown
Tubes
Pet Shop Boys
Kiss
Genesis
Bonzo Doo Dah Band
Rolling Stones
Beatles Osanna
Balordi
Jaga Brothers
Giorgio Gaber
Enzo Jannacci
Alberto Fortis
Ugolino
Rino Gaetano
Renato Zero
Cochi e Renato
Riccardo Del Turco
Adriano Celentano
Mina
Gianni Morandi
Lelio Luttazzi
Giani Meccia e Jimmy Fontana
Tony Renis
Pilade
Gino Santercole
Joe Sentieri
Lucio Dalla
Louiselle
Piero Focaccia
Herbert Pagani
Edoardo Vianello
Rita Pavone
Nino Ferrer
Neil Sedaka
Antoine
Sacha Distel
Juca Chavez
Henry Salvador
Jack La Cayenne
Clem Sacco
Los Marcellos Ferial
Flippers
Gufi
Brutos
Marino Marini
Renato Carosone
Quartetto Cetra
Diamonds
Gegé Di Giacomo
Fred Buscaglione
Domenico Modugno
Duo Jolly
Trio Lescano
Alberto Rabagliati
Nilla Pizzi
Aurelio Fierro
Nino Taranto
Renato Rascel
Ettore Petrolini

LA MUSICA SPIATA

FU FRANCO MIGLIACCI, AUTORE CON DOMENICO MODUGNO DI “VOLARE”, IL GARANTE DELL’INTELLIGENCE USA PER RILASCIARE IL VISTO DI SOGGIORNO A LUCIO BATTISTI QUANDO L’ARTISTA NEL 1976 CHIESE DI TRASFERIRSI IN AMERICA. UN AUTOREVOLE AGENTE SEGRETO, GIÀ EROE DELLA RESISTENZA, SORVEGLIÒ – GRAZIE AL FIGLIO CANTANTE – I PRIMI PASSI DEL ROCK ITALIANO, MUOVENDOSI CON DISINVOLTURA TRA ADRIANO CELENTANO E ENZO JANNACCI, TRA LITTLE TONY E GIORGIO GABER. VASCO ROSSI LASCIÒ IL MANAGER CHE LO AVEVA PORTATO AL SUCCESSO QUANDO SCOPRÌ I SUOI LEGAMI CON I SERVIZI SEGRETI. DAI ROKES AI POOH, DA IL VOLO AL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO STORIE DI SORVEGLIANZA ESERCITATA NEI CONFRONTI DEI GRUPPI MUSICALI BENIAMINI DEI GIOVANI. LE TESTIMONIANZE DI ARTISTI, ADDETTI AI LAVORI E TECNICI DELL’INTELLIGENCE PER SVELARE 60 ANNI DI MONITORAGGIO SU BAND E CANTANTI ITALIANI DA PARTE DI 007 NOSTRANI E AMBASCIATE STRANIERE.

Lucio Battisti e Franco Petrignani “Segreti Pop: La Musica Spiata” di Michele Bovi, Raiuno, gennaio 2015.

INTERVENTI E IMMAGINI CHE APPAIONO NEL PROGRAMMA

Interventi
– Gen. Umberto Rapetto, esperto di tecnica di Intelligence
– Avvocato Italo Mastrolia, narratore del programma
– Prof. Marilisa Merolla, Scienze sociali ed economiche, Univ. La Sapienza
– Mara Pacini, in arte Brunetta, già cantante
– Roby Matano, già cantante
– Ghigo, già cantante
– Guido Crapanzano, in arte Guidone, già cantante
– Mario Puglielli, in arte Jerry Puyell, già cantante
– Prof. Roberto Di Nunzio, storico dell’Intelligence
– Johnny Charlton, già chitarrista dei Rokes
– Franco Migliacci, paroliere
– Stefano D’Orazio, già batterista dei Pooh
– Vince Tempera, musicista
– Enrico Rovelli, manager artistico
– David Zard, impresario artistico
– Gianni Colaiacomo, già bassista del Banco di Mutuo Soccorso
– Pupo, cantante
– Franco Petrignani, già cantante

Immagini
– Gene Pitney
– Bill Haley
– Elvis Presley
– Clem Sacco
– Ghigo
– Brunetta
– Roby Matano e i Campioni
– Guidone
– Jerry Puyell
– The Rokes
– Gianni Morandi
– Gianni Morandi con Mauro Lusini
– I Pooh
– Il Volo
– Antonello Venditti
– Lou Reed
– Carlos Santana
– Vasco Rossi
– Banco del Mutuo Soccorso
– Pupo
– Lucio Battisti
– Enrico Pianori
– Franco Petrignani
– Lucio Battisti con Franco Petrignani
– Shirley Bassey
– Raffaella Carrà

LA MUSICA ARMATA

LE MUSICASSETTE DI MINA RITROVATE NEL COVO DEL CAPO MAFIOSO BERNARDO PROVENZANO, I DISCHI DI LUCIO BATTISTI NEI NASCONDIGLI DELLE BRIGATE ROSSE, BOSS DI COSA NOSTRA IMPEGNATI NEL DUPLICE TENTATIVO DI CONDIZIONARE IL FESTIVAL DI SANREMO E DI IMPORRE SUL MERCATO STATUNITENSE LE VOCI DI ARTISTI ITALIANI. DA MINA (BERSAGLIO PREDILETTO DELLE COSCHE ITALO-AMERICANE) A MARIA SCICOLONE, DA DORI GHEZZI A FRANCO CALIFANO, DA TONY RENIS A FAUSTO LEALI, DA MASSIMO RANIERI A PUPO: STORIE DI CANTANTI E MALAVITOSI CHE SI INTRECCIANO A DIMOSTRAZIONE DI QUANTO LA MUSICA E I SUOI INTERPRETI ABBIANO SEMPRE ESERCITATO UN FORMIDABILE FASCINO SUI CRIMINALI. E DI COME L’INDUSTRIA DELLE ARMI ABBIA SORPRENDENTEMENTE SPESSO VIAGGIATO IN PARALLELO CON QUELLA DISCOGRAFICA.

Frank Sinatra “Segreti Pop: La Musica Armata” di Michele Bovi, Raiuno, dicembre 2014.

INTERVENTI E IMMAGINI CHE APPAIONO NEL PROGRAMMA

Interventi
– Avvocato Italo Mastrolia, narratore del programma
– Prof. Marilisa Merolla, Scienze sociali ed economiche, Univ. La Sapienza
– Dori Ghezzi, già cantante
– Roby Matano, già cantante
– Avvocato Giorgio Assumma
– Gen. Umberto Rapetto, esperto di tecnica di Intelligence
– Massimiliano Pani, produttore discografico
– Maria Doto, figlia di Joe Adonis
– Vincenzo Vernuccio, già maresciallo dei Carabinieri a Serra de’ Conti
– Don Severino Sebastianelli, già parroco a Serra de’ Conti
– Giacinto Giombini, già sindaco a Serra de’ Conti
– Maria Scicolone, già cantante
– Prof. Roberto Di Nunzio, storico dell’Intelligence
– Pupo, cantante
– Fausto Leali, cantante
– Vince Tempera, musicista
– Paolo Emilio Nistri, già consigliere delegato OMI
– Prof. Vincenzo Mastronardi, criminologo
– Gianni Marsili, impresario artistico

Immagini
– Fred Buscaglione
– I Divini
– Frank Sinatra
– Joe Adonis
– Tony Renis
– Al Martino
– Mina
– Augusto Martelli
– Romano Mussolini
– Dori Ghezzi
– Peppino Di Capri
– Fausto Leali
– Massimo Ranieri
– Rossano
– Pupo
– Enrico Caruso
– Dean Martin
– Domenico Modugno
– Elvis Presley
– Neil Sedaka
– Sylvie Vartan
– Fred Bullo
– Dalida
– Jimmy Fontana
– Giorgio Gaber
– Fabrizio De André
– Franco Califano
– Renato Carosone
– Riccardo Cocciante
– Bernardo Provenzano
– Lucio Battisti

LA MUSICA VIETATA

LA RAI DELLE CENSURE: JULA DE PALMA E MIRANDA MARTINO OSCURATE PERCHÉ TROPPO SEXY? KATYNA RANIERI ESILIATA PERCHÉ CONDANNATA PER BIGAMIA? GIORGIO GABER ZITTITO PERCHÉ ANTIMILITARISTA? HERBERT PAGANI EPURATO PER LA SUA ALBERGO A ORE? CLAUDIO BAGLIONI E RICCARDO COCCIANTE COSTRETTI A MODIFICARE IL TESTO DEI LORO BRANI PIÙ CELEBRI PER PASSARE IN VIDEO? TUTTE BALLE. LA TV PUBBLICA APRE I SUOI ARCHIVI E SMENTISCE ANNI DI LUOGHI COMUNI E LEGGENDE METROTELEVISIVE SULLA PROVERBIALMENTE REAZIONARIA ATTIVITÀ DELLA FAMIGERATA COMMISSIONE ASCOLTI CHE OPERÒ FINO AL 1975, ANNO DELLA RIFORMA DELLA RADIOTELEVISIONE DI STATO. EPPURE LA SORVEGLIANZA C’ERA ED ERA INNEGABILMENTE PERENTORIA. LO DIMOSTRANO LE SCHEDE CON I GIUDIZI NEGATIVI SU ADRIANO CELENTANO, ENZO JANNACCI, MIA MARTINI; I DISCHI CON I SOLCHI GRAFFIATI PER RENDERE INTRASMISSIBILI CANZONI E ARTISTI REPUTATI NON IN SINTONIA CON IL CONCETTO E I MODELLI DI BUONA MUSICA; I RESOCONTI DELLE DISCUSSIONI DEI COMMISSARI SU CIASCUN BRANO RITENUTO SULLA LINEA DI CONFINE DI BUONGUSTO E BUONSENSO; LE CANZONI SFUMATE: OVVERO LE TECNICHE PER PROPORRE IN TV UN REFRAIN FAMOSO DEPURANDOLO PERÒ DELLA PARTE CONSIDERATA EQUIVOCA.

Jane Birkin “Segreti Pop: La Musica Spiata” di Michele Bovi, Raiuno, gennaio 2015.

INTERVENTI E IMMAGINI CHE APPAIONO NEL PROGRAMMA

Interventi
– Avvocato Italo Mastrolia, narratore del programma
– Avvocato Giorgio Assumma
– Anna Nicoletti, dirigente RAI
– Vito Molinari, regista
– Vince Tempera, musicista
– Avvocato Fulvio Fiore
– Detto Mariano, musicista
– Paolo Donati, già componente Commissione Ascolti RAI
– Massimiliano Pani, produttore discografico
– Johnny Charlton, già chitarrista dei Rokes
– Gen. Umberto Rapetto, esperto tecnica di intelligence
– Umberto Bindi, cantautore
– Ron, cantautore
– Giorgio Gaber, cantautore

Immagini
– Gianni Meccia
– Carlo Buti canta Faccetta Nera
– Enrico Simonetti e Riccardo Garrone
– Quartetto Cetra
– Alba Arnova
– Jula De Palma
– Johnny Dorelli
– Flo Sandon’s
– Miranda Martino
– Jane Mansfield
– Abbe Lane
– Katyna Ranieri
– Nilla Pizzi
– Cinico Angelini
– Adriano Celentano
– Nico Fidenco
– Enzo Jannacci
– Clem Sacco
– Dario Fo
– Don Jaime de Mora y Aragon
– Christine Keeler
– Jane Birkin e Serge Gainsbourg
– Alice ed Ellen Kessler
– Mina
– The Rokes
– I Nomadi
– Herbert Pagani
– Equipe 84
– Mia Martini
– Lucio Dalla
– Patty Pravo
– Mick Jagger
– Riccardo Cocciante
– Claudio Baglioni
– Giorgio Gaber
– Don Marino Barreto Jr.
– Fausto Leali
– Antoine
– Nino Ferrer
– Umberto Bindi
– Massimo Ranieri
– Rosalino Cellamare
– Carmen Villani
– Minnie Minoprio e Fred Bongusto
– Raffaella Carrà
– Donatella Rettore

THE SPY-STORY OF MUSIC VIDEOS

The fascinating spy-story of Cinebox and Scopitone music videos

An interview with Michele Bovi by Johnny Charlton

Rome, May 1959. The great actor and film director Vittorio De Sica with chief executive of OMI Paolo Emilio Nistri present Cinebox at the Rome Trade Fair.

Michele Bovi, it is your passionate and dedicated research that has revolutionized the history of musical videos: you have delved deep into the history and the roots of the Music Video that is in this day and age the main method of promoting music. Many world renowned experts in the audiovisual field (The American Lawyer Bob Orlowsky who studies and researches the history of Music Videos, the Danish historian of the Jukebox Gert J. Almind, Professor Charles Scagnetti who teaches at the University of Nice in France, Henry Keazor and Thorsten Wübbena who teach The History of Art at the Frankfurt University in Germany) unanimously cite your research that has established that the very first to produce one song Music Videos in Colour were in fact the Italians. For many years it had been erroneously assumed that the first colour music videos were either American or English.

Whatever the musical media, be it a vinyl record, a CD, a DVD or an MP3, it is born and lives in direct symbiosis with the technology and sound reproducing equipment of its time. Over a reasonably short span of time, music has been reproduced on many different machines that range from antique clockwork turntable gramophones to today’s High Tech Digital Players.
In 1981 the catchy term “Videoclip” was newly minted by MTV for the new market that blossomed thanks to MTV’s innovative and methodical large scale diffusion of music videos. The MTV had effectively distributed a constant flow of music videos onto the market and thus laid the groundwork for the large scale diffusion of music videos. Once again I underline the fact that it is the end user hardware that is important because it specifically determines the type of video software to be produced.
Looking back, I think that the first breakthrough musical video that one could call a newborn child, was “Bohemian Rhapsody” by “The Queen” produced by Bruce Gowers in 1975. But, let us not forget that songs and music illustrated by moving images, directed and produced with imaginative fantasy that went way beyond a simple stage representation, had already been shown on television all around the world. They featured firstly Tony Bennett and in the late sixties The Beatles. The first short footage films that were made to promote music go back to 1939 when the “Mills Novelty Company” of Chicago invented and marketed the “Panoram” which was a wooden cabinet with a screen upon which images were projected from behind using a 16 millimetre celluloid film. These shorts were called “Soundies” that featured the Greats of Jazz ranging from Bessie Smith to Duke Ellington. It was just one continuous non stop sequence of 8 songs on one reel of black and white celluloid film. In other words it was a short musical film.
The only true anchestor of today’s music videos were the short one song colour films produced specifically for the Italian Cinebox that was manufactured by OMI, Ottico Meccanica Italiana di Roma (Italian Optical Mechanics) in Rome based upon the designs of its inventor Pietro Granelli (Rome 1918-Piacenza1975). The Cinebox was distributed by a company in Milan called SIF, Società Internazionale di Fonovisione (International Company of Sound and Vision) which was owned by the two brothers Angelo and Benvenuto Bottani.
The Cinebox ran 40 one song colour films that were individually selected from a push button control panel. It was officially presented to the press on the 11th of April 1959 and it was publicly christened by the great actor and film director Vittorio De Sica along with “The queen of Italian song” Nilla Pizzi who had won the San Remo Italian Song Festival of 1951.
According to the recollections of Paolo Emilio Nistri, who was the Chief executive of OMI and is currently the vice president of The Foundation of the Roman Savings Bank Cassa di Risparmio, the very first colour music video was of a song entitled “Altagracia” sung by the Cuban singer Don Marino Barreto Junior. It was produced in the Roman studios of the “Istituto Luce” (The institute of Light) by the film director Domenico Paolella and it was developed in the laboratories of “La Microstampa” owned by Franco Iasiello. This music video ”Altagracia” is beyond any reasonable doubt, the very first musical video that was ahead of its time.

More or less at the same time the French unveiled an invention that was curiously similar to the Italian Cinebox. It was called the “Scopitone”. It showed 36 musical films in colour. I do wonder where they got the idea from?

The “Scopitone” was presented at the Paris Fair the 14th of April 1960. That is to say, one year after the Cinebox had been unveiled in April 1959 in Rome. The Scopitone was designed by Fréderic Mathieu who at that time was the General Director of the “Compagnie d’application Mécaniques à l’Eletronique au Cinema et à l’Atomistique, (The company of electric mechanical applications in cinema and Atomistics) that was an affiliated company of the gigantic Paris based electronics company TSF (Telegraphie Sans Fil) (Telegraph without wires).
Mathieu did not copy the Cinebox of Engineer Granelli.

How can you be so sure he did not copy it?

Because I am convinced that the machines that ultimately became the Cinebox and the Scopitone in realty already existed and had been in use during the second World War in military intelligence.

War music?

No! I am reasonably sure these optical machines were in use in intelligence and spy work.
I must explain that both the Italian company CAMECA and their French counterpart were important industries in the military sector. Both were specialized in optical instruments for navigation and aerial photography that used stereoscopic images to make three dimensional maps. Just try to imagine the advantage during the war years of being able to push a button and instantly see a short film and a hear a commentary of a strategic target without having to rummage through many spools of films to find the right footage that refers to the right military target. Just like a computer of today!

Something like the spy satellites of today?

In a certain sense yes, but many years before Spy-Satellites existed. Futuristic thinking! Let us not forget that the Italian OMI had about a thousand employees on their payroll during the war and they had conceived and designed a new cipher machine as an alternative to the Enigma cipher. Also Umberto Nistri, the father of Paolo Emilio Nistri, was a friend and close collaborator of the famous military aviator Italo Balbo and he was a frequent visitor to the house of the reigning King Savoia. After the war the OMI company acquired the American government as a client and at the same time Umberto Nistri’s son, the industrialist Paolo Emilio Nistri, was a frequent visitor to the CIA in Langley and it was he who actually put the first Cinebox into production on the assembly line.

Enigma OMI

The original Top Secret Cipher machine that was used by the Italian Army, Navy and Air Force during the SecondWorld War. It was based on the principles and designs of the German Enigma cipher machine. Very limited numbers were manufactured from 1939 to 1940 by OMI (OtticaMeccanica Italiana) Nistri SA. It had five rotating disks for the codification and one rotating disk for writing. The keyboard had twenty-seven keys and a lever. Twenty-six keys were for the alphabet and one key was used for continuous movement.

What is it that makes you so sure that the Cinebox and Scopitone were actually functioning during the war?

In France during the nineteen fifties various inventors applied for patents for machines were very similar to the Scopitone. In some cases the applicants were taken to court. Eventually, all the law suites were won by the engineer Mathieu who was the patron of the firm CAMECA and he legally proved that the Scopitone project was already well underway just after the war when they were eagerly attempting to transform the enormous amount of obsolete war material into useful profit making machines.
This specifically confirms what I already believe, that is, the machines already existed and were functional and working during the war both in France and in Italy as automatic viewers of films that contained highly classified strategic objectives and their existence was kept secret for a long time. Obviously, whoever had used or come into contact with these new fangled futuristic optical machines had started to realize their potential and future commercial possibilities and decided to have a go at it. The enormous success during the early 1950’s of the Juke-Box certainly illuminated the musical path to follow so patents were eagerly applied for.
Strange but true, there has never erupted an argument or law suite as to who had effectively invented, patented and produced the first revolutionary Music Video Juke-Box. Evidently the high echelons of the two rival companies, the Italian OMI and the French CAMECA, both knew the truth, that their machines had already existed during the war, seemingly by gentleman’s agreement, they both went their own silent separate ways and never an argument ensued.

Did anybody ever confute Pietro Granelli’s paternity of the Cinebox?

No. In 1958, when some Italians were setting their sights on the French market, the CAMECA bought from an Italian Piedmontese inventor Teresio Dessilani (who had invented an inspired new type of electric razor) a patent that they then used in the development and making of the Scopitone.
In 1959 the Milanese lawyers Vincenza Bavaro e Mario Giacomini formed a company called MGS (Movie General System) and they then applied for a patent in France for a different type of projector of sound tracked films called the Moviebox, but it was never built. Later in1961 the designs of this project of Mario Giacomini were bought by Angelo Bottani, the owner of the company SIF Società Internazionale di Fonovisione (The International Company of Sound and Vision) who were manufactures and distributors of the Cinebox.

So in other words the competition between the Cinebox and the Scopitone was purely commercial and artistic?

Yes. In the early days, both the OMI and the CAMECA veered towards cinema aiming to reconvert obsolete war material into a profitable commercial enterprise. The acronym that forms the name of the company CAMECA specifically refers to “Cinema”. Also in the early fifties Paolo Emilio Nistri founded two new companies affiliated to OMI: The company Cinefilm concentrated on reducing the cumbersome celluloid film of 35 millimetres to a more manageable 16 millimetres and the other company Cineindustria aimed to acquire a new clientele and to distribute the more compact films of gauge 16 millimetres.
The boom in the sales of records (The worldwide success in 1958 of “Volare” sung by Domenico Modugno and in the same period revolutionary Rock and Roll and last but not least the French Author/Singers), convinced the Italians and their French counterparts that the market was ripe for the Video Juke-Box.

It seems strange that contraptions of war can become instruments that divulge peace and pleasure: they became the vehicles for the diffusion of music and dance that stimulated the younger generations.

It is stranger still, that after the OMI company went out of business the second series of Cinebox was produced by the MIVAL company situated in the North Italian town of Gardone Valtrompia in the county of Brescia. This new company was a subsidiary of the Beretta weapons and firearms. In fact, more often than one thinks, armaments and music seem to travel side by side. During the second world war many of the big record companies worked for the military and some continued in intelligence work long after the end of the war. It comes to mind the American troops in 1944 advancing through a war torn devastated Italy. The smiling soldiers won the hearts of the Italians with chewing gum, chocolate and cigarettes but their most long lasting gift was their wonderful happy go lucky Jazz and Boogie Woogie music. I often wonder if the Devils Rebel Rousing Rock and Roll of the fifties was a natural occurrence or if it was orchestrated from Up on high by a Big Brother because it completely seduced and subdued the younger generation and gave them a spontaneous and creative outlet for all the pent up sensations within that could have easily burst out and flowed in a less positive direction.

Selected books:

– Michele Bovi: “Da Carosone a Cosa Nostra, Gli Antenati del Videoclip – From Carosone to Cosa Nostra, Ancestors of the Music Video” (Coniglio Editore, 2007)
– Jean-Charles Scagnetti: “L’Aventure Scopitone 1957-1983” (Autrement, Francia 2010)
– Henry Keazor, Thorsten Wübbena: “Rewind, Play, Forward: The Past, Present, Future of the Music Video” (Paperback, Germania 2010)
– Bob Orlowsky: Scopitone Archive, Washington USA (http://scopitonearchive.com)
– Gert J. Almind: Danish Jukebox Archive, Silkeborg Danimarca (http://juke-box.dk).