CINEBOX & SCOPITONE

IL PRIMO VIDEOCLIP A COLORI

Questo è il padre di tutti i videoclip. È il primo filmato a colori realizzato per promuovere una canzone: la prima pellicola confezionata per il battesimo del Cinebox, l’apparecchio costruito dalla Ottico Meccanica Italiana di Roma. Il brano si intitola Altagracia, l’esecutore è Don Marino Barreto Junior (Matanzas 1925/Milano 1971), un cantante cubano molto popolare in Italia fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta.

Altagracia Cinebox Don Marino Barreto Jr

Altagracia è il nome della figlia di Barreto, che compare nel filmato mentre gioca con le marionette raffiguranti Bibì e Bibò, Capitan Cocoricò, la Tordella, ovvero i personaggi dei fumetti del Corriere dei Piccoli, il settimanale più amato da tre generazioni di bambini italiani.

Una striscia del Corriere dei Piccoli

La canzone era contenuta in un disco 45 giri EP pubblicato nel 1958 dalla Philips e avrebbe dato il titolo al primo LP italiano di Don Marino Barreto Junior uscito in due diverse stampe: la prima del 1959, la seconda del 1960 con l’aggiunta di alcuni brani del Festival di Sanremo di quell’anno reinterpretati dallo stesso Barreto.

Don Marino Barreto Junior EP, 1958

Don Marino Barreto Junior "Pasito de merengue", "Altagracia", "Octaviano", "Mi tajo" ( EP, 1958).

Don Marino Barreto Junior "Altagracia" (LP, 1959)

Don Marino Barreto Junior "Altagracia" (LP, 1959).

Il filmato di Altagracia fu girato e montato nel novembre del 1958 negli studi dell’Istituto Luce di Roma sotto la direzione di Domenico Paolella (Foggia, 1915/Roma, 2002), un regista che già aveva firmato film musicali di successo come “Canzoni di mezzo secolo” (1952), “Canzoni, canzoni, canzoni” (1953), “Gran Varietà” (1954), “Canzoni di tutt’Italia” (1955), “Sanremo canta” (1956), “Non sono più guaglione” (1958). La pellicola fu stampata nel dicembre del 1958 nei laboratori romani de LaMicrostampa di Franco Iasiello.

Cinebox, la prima notizia (da Sorrisi e Canzoni, febbraio 1959)

Cinebox, la prima notizia

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Articolo sul Cinebox (da La settimana Incom Illustrata, 18 aprile 1959)

Articolo sul Cinebox da La settimana Incom Illustrata

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Nilla Pizzi madrina alla presentazione ufficiale del Cinebox, aprile 1959, Circolo della Stampa Romana

Sabato 11 aprile 1959, Circolo della Stampa Romana. La “regina della canzone” Nilla Pizzi fa da madrina alla presentazione ufficiale del Cinebox. Accanto a lei i fratelli Raffaello e Paolo Emilio Nistri, dirigenti della Ottico Meccanica Italiana. A destra (con gli occhiali) Pietro Granelli, l’inventore del Cinebox. Granelli era nato a Roma il 29 giugno del 1918. Al suo attivo tutta una serie di geniali brevetti: dal Fotoromanzo Disegnato, una sorta di racconto di attualità a fumetti che fece capolino in alcune pubblicazioni specializzate alla fine degli anni Sessanta, al Redi-Box che il 3 aprile del 1960 “Sorrisi e Canzoni” descriveva così: “Si tratta di un juke-box il quale, oltre che far ascoltare le incisioni di maggior successo, è dotato di un dispositivo automatico per la vendita dei dischi. Introducendo in un’apposita fessura una determinata somma, il Redi-Box fa uscire il disco già chiuso in una speciale custodia”. Pietro Granelli perse la vita nel 1975 in un incidente automobilistico nei pressi di Piacenza.

CINEBOX E CENSURA

È uno dei tre filmati (gli altri sono “Atene” e “Torero”) che Carosone realizzò per il Cinebox nel dicembre del 1958, prima del suo addio alle scene avvenuto il 7 settembre del 1960. Le pellicole comparivano nel prototipo del Cinebox presentato al Circolo della Stampa Romana e negli stand della Società Internazionale di Fonovisione alle Fiere di Milano e di Roma tra aprile e maggio del 1959.
Sul cartello che precede il brano appare il nulla-osta del Ministero del Turismo e Spettacolo: ogni pellicola infatti doveva essere sottoposta all’esame della Commissione di Censura per l’autorizzazione alla proiezione. Fu questo il motivo principale del ritardo della commercializzazione del Cinebox. Le prime autorizzazioni infatti scattarono soltanto il 15 marzo del 1961: insomma quando il Cinebox entrò sul mercato “’O Mafiuso” era un filmato vecchio di tre anni e il suo esecutore Renato Carosone si era ritirato già da 6 mesi.
Paolo Emilio Nistri, il dirigente della Ottico Meccanica Italiana, ricorda che Renato Carosone, suo buon amico, si dichiarò interessato a entrare nella società per la produzione del Cinebox.

QUEL NONNO ITALIANO DEL VIDEOCLIP

NON È “BOHEMIAN RHAPSODY” DEI QUEEN IL PRIMO VIDEOCLIP DELLA STORIA, COME CONVENZIONALMENTE SI TENDE A RITENERE. LA PRIMA PELLICOLA A COLORI REALIZZATA PER LA PROMOZIONE DI UN BRANO MUSICALE È DEL 1959 E FU CONCEPITA IN ITALIA PER IL COSIDDETTO CINEBOX, IL VOLUMINOSO “JUKE-BOX AD IMMAGINI” CHE PER LA PRIMA VOLTA CONSENTIVA DI VEDERE E NON SOLO ASCOLTARE GLI INTERPRETI DELLE CANZONI.

Renato Carosone, Don Marino Barreto Jr, Peppino Di Capri e Nilla Pizzi aprirono la strada a tutti i cantanti degli anni ‘60, dando il via a un’avventura che coinvolse registi come i nostri Vito Molinari, ed Enzo Trapani e gli esordienti Claude Lelouch, Francis Ford Coppola e Robert Altman. Un’avventura che per la prima volta viene narrata in tv a Tg2 Dossier, seguendo il filo di un racconto che intreccia filmati inediti alle cronache della piccola guerra commerciale che il Cinebox innescò tra Italia, Francia e Stati Uniti, finendo per suscitare l’interesse delle famiglie mafiose di New York e la dura repressione dei G-men di Robert Kennedy.

“Quel nonno italiano del videoclip” di Michele Bovi, Tg2 Dossier RAI, 16 aprile 2006.


INTERVISTE E IMMAGINI CHE APPAIONO NEL PROGRAMMA

Interviste
– Paolo Emilio Nistri, dirigente Ottico Meccanica Italiana
– Andrée Davis-Boyer, produttrice e regista Scopitone
– Bob Orlowsky, avvocato e storico del videoclip
– Frank Rose, giornalista
– Roberto Marai, imprenditore
– Ermanno Caselli, direttore tecnico della Società Internazionale di Fonovisione
– Alberto Moro, montatore
– Roby Matano, cantante
– Clem Sacco, cantante

Immagini
– Gianni Morandi e Mary Di Pietro
– Neil Sedaka
– The Queen
– The Delta Rhythm Boys
– Paul Anka
– Brigitte Bardot
– Don Marino Barreto Junior
– I Brutos
– I Divini
– Wera Nepi
– Iva Zanicchi
– Rika Zarai
– Betty Claire
– Henry Salvador
– Gastone Parigi
– Gegè Di Giacomo
– I Campioni
– Fausto Leali
– Lilli Bonato
– Edoardo Vianello
– Pino Donaggio
– Ornella Vanoni
– Nico Fidenco
– Sergio Endrigo
– Ricky Gianco
– John Foster
– Dalida
– Rita Pavone
– Gino Paoli
– Juliette Greco
– Alice e Ellen Kessler
– Peppino Di Capri e i suoi Rockers
– Marino Marini e il suo quartetto
– Adriano Celentano
– Clem Sacco
– Johnny Hallyday
– Sylvie Vartan
– Tony Renis
– Vince Taylor
– Francoise Hardy
– The Touchdown Girls of Crazy Horse
– De Giafferi
– Marian Montgomery
– Debbie Reynolds
– Joi Lansing
– Sandy Shaw
– Miguel Cordoba
– The Procol Harum
– Nancy Sinatra
– Frank Sinatra Junior
– Skin

Giorgio Gaber testimonial del Cinebox

Giorgio Gaber testimonial del Cinebox al Festival di Sanremo 1964.

I Divini “La Canzone del Cinebox” (Cinebox, 1962).

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CANZONI DA GUARDARE

Italiani pionieri del filmato musicale

CHI REALIZZÒ IL PRIMO CORTOMETRAGGIO DEDICATO A UNA CANZONE? MARIO ALMIRANTE NEL 1930 PER “NINNA NANNA DELLE DODICI MAMME” DI ODOARDO SPADARO. CHI GIRÒ IL PRIMO PROMO MUSICALE A COLORI? DOMENICO PAOLELLA PER “ALTAGRACIA” DI DON MARINO BARRETO JUNIOR, FILMATO DESTINATO AL CINEBOX, IL JUKE-BOX CON LO SCHERMO INVENTATO IN ITALIA E INAUGURATO NEL 1959 DA VITTORIO DE SICA. CHI È L’AUTORE DEL PRIMO VIDEOCLIP DELLA NUOVA GENERAZIONE? RUGGERO MITI CHE NEL 1975 IMMORTALÒ LUCIO BATTISTI NEI BOSCHI DELLA BRIANZA PER IL BRANO “ANCORA TU”. CHI FILMÒ PER PRIMO UN INTERO ALBUM DI CANZONI? POMPEO DE ANGELIS NEL 1973 CON “GIRA CHE TI RIGIRA AMORE BELLO” DI CLAUDIO BAGLIONI.

A documentare la primogenitura italiana nelle diverse emissioni di filmati musicali è il Tg2 Dossier intitolato “Generazione De Sica, canzoni da guardare” a firma di Michele Bovi. Un viaggio lungo un secolo tra i “musicarelli” per scoprire che in questo genere di pellicole hanno lavorato nomi prestigiosi del cinema e della cultura: da Ettore Scola a Nanni Loy, da Ennio Flaiano a Antonio Ghirelli, da Ugo Pirro a Cesare Zavattini. Con le testimonianze di artisti e registi italiani e stranieri e un’intervista esclusiva con Francis Ford Coppola, coinvolto giovanissimo nella produzione dello Scopitone, concorrente francese del nostro Cinebox: un’esperienza che costò al futuro regista de Il Padrino un’ingente perdita economica.

“Generazione De Sica: canzoni da guardare” di Michele Bovi, Tg2 Dossier RAI, 9 marzo 2008.


INTERVISTE E IMMAGINI CHE APPAIONO NEL PROGRAMMA

Interviste
– Vito Molinari, regista
– Piero Pompili, produttore e regista
– Andrée Davis-Boyer, produttrice e regista
– Francis Ford Coppola, regista
– Ruggero Miti, regista
– Pompeo De Angelis, regista
– Bob Orlowsky, avvocato e storico del videoclip
– Edoardo Vianello, cantante
– Clem Sacco, cantante
– Fausto Leali, cantante
– Roberto Marai, imprenditore
– Massimo Celeghin, collezionista

Immagini
– Vittorio De Sica
– Bessie Smith
– Odoardo Spadaro
– Adriano Celentano con Don Backy, Guidone, Ricky Gianco, Miki Del Prete
– Domenico Paolella
– Silvana Pampanini
– Don Marino Barreto Junior
– Gino Paoli
– Milva
– Giorgio Gaber
– Enzo Jannacci
– Remo Germani
– Gianni Pucci
– Gegè Di Giacomo e il suo complesso
– Antonio Basurto
– Ricky Gianco
– Gino Corcelli
– Adriano Celentano
– Babette
– Germana Caroli
– Sergio Endrigo
– Bobby Rydell
– Neil Sedaka
– Dalida
– Miguel Cordoba
– Line Renaud
– Alice e Ellen Kessler
– Johnny Hallyday
– I Brutos
– Richard Anthony
– The Back Porch Majority
– Dominique & Georges Jouvin
– Los Marcellos Ferial
– The Queen
– Lucio Battisti
– Claudio Baglioni
– Robertina e Gattociliegia
– I Nobili

Luigi Tenco, Ricky Gianco, Joe Sentieri, Sergio Endrigo e il Cinebox

Quattro artisti protagonisti di filmati del Cinebox. Da sinistra: Luigi Tenco, Ricky Gianco, Joe Sentieri, Sergio Endrigo (Milano 1962).

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GLI AMERICANI DEL CINEBOX

Frankie Avalon testimonial del Cinebox al Festival di Sanremo del 1964

Frankie Avalon testimonial del Cinebox al Festival di Sanremo 1964.

Frankie Avalon con la ballerina Marisa Ancelli, “Tornerai” (Cinebox, 1962). [Dalla collezione Andrea Ambrosini].

Tra il 1962 e il 1964 la SIF rinnovò completamente il repertorio dando spazio ai nuovi beniamini del pubblico giovane come le popstar americane Paul Anka, Neil Sedaka, Frankie Avalon e Bobby Rydell invitate a cantare, come andava di moda in quell’epoca, in italiano.

Paul Anka “Ogni volta” (Cinebox, 1964).
Paul Anka Tuttamusica

Paul Anka.

Paul Anka “Estate senza te” (Cinebox, 1964). [Dalla collezione Andrea Ambrosini].
Paul Anka “Domani prendo il primo treno” (Cinebox, 1964).

spartito "I tuoi capricci", Neil Sedaka

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Neil Sedaka e Mary Di Pietro “I tuoi capricci” (Cinebox, 1963).
Neil Sedaka Cinebox

La rivista della SIF.

Bobby Rydell sul set di Sway

Bobby Rydell sul set di "Sway" (Cinebox, 1963).

Bobby Rydell “Un bacio piccolissimo” (Cinebox, 1964). [Dalla collezione Pietro Bologna].
Il regista Vito Molinari con Bobby Rydell sul set di Sway

Il regista Vito Molinari (primo a sinistra) con Bobby Rydell sul set di "Sway" (Cinebox, 1963).

CINEJUKEBOX

cinejukebox

Cinejukebox modello 50.

cinejukebox

Caratteristiche tecniche del Cinejukebox modello 50.

cinejukebox

Caratteristiche tecniche del Cinejukebox modello 50.

Cinejukebox

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Cinejukebox

Ecco il Cinejukebox l’ultimo apparecchio prodotto dalla SIF, Società Internazionale di Fonovisione, per il mercato statunitense. Era il 1965, in società con Angelo Bottani era entrato Federico Innocenti, l’industriale milanese dei tubi e degli automotoveicoli. E il Cinejukebox, disegnato a forma di uovo da una équipe di architetti svizzeri, fu costruito proprio dalla Innocenti sulla linea di produzione lasciata libera dalla Lambretta, il cui brevetto era stato venduto all’India. L’apparecchio conteneva 40 pellicole come il Cinebox, ma funzionava anche come juke-box con 200 canzoni selezionabili e con lo schermo che in assenza di filmati riproduceva diapositive pubblicitarie o un caleidoscopio. Il blocco video nasceva a Milano, l’assemblaggio con la struttura audio fornita dalla azienda americana Rowe-Ami avveniva a Philadelphia. Il Cinejukebox venne presentato nel maggio del 1966 alla Fiera di Milano e in ottobre al MOA, Musc Operators of America, la fiera di Chicago. Il piano industriale, affidato all’ingegner Mario Colombo che due anni dopo passò alle dipendenze della Ferrari di Maranello, prevedeva la costruzione di 5 mila pezzi in un anno, tutti da distribuire negli Stati Uniti. La Innocenti interruppe la produzione a quota 400 esemplari.

Ci presenta il Cinejukebox Johnny Charlton, ex chitarrista dei Rokes, il gruppo inglese più popolare in Italia negli anni Sessanta.

[Dalla collezione di Fausto Casi, Museo dei mezzi di comunicazione, Arezzo].

CINEBOX, CANZONI INEDITE

Il Cinebox conteneva filmati di canzoni che non sono state mai pubblicate. Si tratta pertanto di brani inediti: le case discografiche sperimentarono queste canzoni attraverso l’apparecchio e presumibilmente il tiepido interesse riscontrato da parte del pubblico ne sconsigliò l’immissione sul mercato.
Ecco tre filmati in bianco e nero realizzati nel 1964 dalla SIPEC, la società milanese che ha fornito la maggior parte delle pellicole del Cinebox. Il regista è lo stesso direttore generale della SIPEC, Piero Pompili.

Fausto Leali & Laura Casati

Il primo filmato s’intitola Mi Sei Piaciuta Subito: eseguito in coppia da Fausto Leali e Laura Casati, entrambi artisti presenti in altri filmati del Cinebox. Il brano è allegro e orecchiabile, ma evidentemente non convinse i discografici che decisero di non stamparlo. Laura Casati ha lasciato da molti anni il mondo della musica, oggi vive a Pavia e si occupa della propria famiglia. Leali aveva completamente dimenticato di aver registrato questa canzone e questa pellicola, tanto da arrivare a scommettere contro la sua esistenza.

Remo Germani

Il secondo filmato s’intitola Modestamente: eseguito da Remo Germani, (Milano, 31 maggio 1938 – Vigevano, 18 ottobre 2010). Anche Germani era presente con altre pellicole nel Cinebox tra le quali la gettonatissima Non Andare col Tamburo.
Come Fausto Leali anche Germani aveva decisamente rimosso nella memoria la realizzazione di questo brano (di cui non è mai esistita traccia nella sua discografia) e di questa pellicola.

Jerry Puyell

Il terzo filmato s’intitola Non Ho il Clan, eseguito da Jerry Puyell, antesignano dei cantanti rock italiani. Puyell (all’anagrafe Mario Puglielli) milanese, figlio di un pluridecorato militare, fa parte del gruppo di scatenati (Adriano Celentano, Clem Sacco, Ghigo, Jack La Cayenne, Guidone) che alla fine degli anni cinquanta fa gridare allo scandalo le autorità civili e religiose ambrosiane per i concerti al Palazzo del Ghiaccio e al Teatro Smeraldo inneggianti alla “musica ribelle” arrivata dagli Stati Uniti. Jerry Puyell che come Celentano imita Jerry Lewis e Elvis Presley sembra fratello gemello del Molleggiato, ma non entrerà mai a far parte del Clan di Adriano. Di qui il titolo della canzone rimasta inedita per la quale non esiste il disco ma soltanto questo filmato. Oggi Jerry Puyell vive e lavora a Madrid come imprenditore.