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PIERFRANCO COLONNA

“SO CHE TU NON CREDI”, frammento della versione inedita del 1999.
Nella preparazione dell’album “Percorsi” Pierfranco Colonna registrò anche le cover di quattro cavalli di battaglia del suo vecchio repertorio live: “Quando un uomo non sa amare”, “Sono un uomo senza pietà” (ambedue incise per la Ariston), “So che tu non credi” del suo ex gruppo I Ragazzi del Sole e “San Franciscan Nights” dell’amato Eric Burdon. Soltanto questa quarta venne pubblicata nel cd uscito nel 1999, le altre tre non piacquero all’artista: disse che preferiva tenersi a distanza dal confronto con il passato.

Il bianco dalla voce nera

“ESTATE MILLENOVECENTOSESSANTASEI. UN POMERIGGIO A MILANO. AVEVO APPENA FIRMATO UN CONTRATTO CHE MI IMPEGNAVA IN ESCLUSIVA CON LA CASA DISCOGRAFICA ARISTON INSERENDOMI NELL’EMPIREO DEI CANTANTI. PECCATO CHE FOSSI GIÀ OBBLIGATO DA UNO SCRITTO DAL MEDESIMO CONTENUTO CON UN’ALTRA CASA DISCOGRAFICA, LA VEDETTE. BASTAVA GIRARE L’ANGOLO PER PRENDERMI DALLA VEDETTE LA LIBERTÀ DELLA MIA PRODUZIONE. FRASTORNATO DAL CALDO AFOSO MI FERMAI IN UN BAR PER TIRARMI SU E AVERE LE IDEE PIÙ CHIARE: UN WHISKY DOPPIO, UNA SIGARETTA UN PO’ TRUCCATA CON QUALCOSA CHE SAPEVO IO. MA ANCORA NON MI SENTIVO ABBASTANZA DETERMINATO E PRIMA DI SALIRE LE SCALE PRESI ANCHE UNA PASTICCA…”

Pierfranco Colonna

Pierfranco Colonna.

Comincia così la serie di appunti autobiografici compilata con l’avvocato torinese Maurizia Girlando da Pierfranco Colonna, uno degli artisti più promettenti della musica italiana nella seconda metà degli anni sessanta.
Meteora luminosissima inghiottita dal buco nero della trasgressione: una promessa non mantenuta, una vita travolta dagli eccessi, dall’alcol, quei trucchi alle sigarette, quelle pasticche e tutto il repertorio delle droghe. La sua autobiografia è ancora inedita, lui se n’è andato per sempre il 9 luglio del 2001.
Franco Castellani, torinese classe 1945, nasce discograficamente come cantante de I Ragazzi del Sole. Ha vissuto a Londra, parla e canta in inglese corretto, interpreta il blues come nessuno in Italia, piace tanto alle ragazze: il gruppo gli sta stretto e fioccano le proposte per diventare solista. Il discografico Alfredo Rossi e Franco Califano lo ribattezzano: Pierfranco Colonna, un cognome nobile per il più elegante dei bluesmen nostrani. Incide due bei dischi che si fanno notare, stravince Settevoci, il programma tv domenicale di Pippo Baudo. Lo chiamano “il bianco dalla voce nera”, una definizione che in seguito slitterà su Fausto Leali.

Pierfranco Colonna

Colonna si attesta come il più interessante interprete italiano di Soul Music, nei suoi concerti, oltre ai brani incisi, esegue solo pezzi di Otis Redding e Georgie Fame, forte di un supergruppo in cui ha personalmente radunato musicisti catturati in altre prestigiose band: al basso Mario Scotti (suonerà in seguito con Lucio Battisti, Jimmy Smith e Ennio Morricone); alla batteria prima Gigi Federici (già con Little Tony) e poi Roberto Senzasono (già Skilars di Ricky Shayne); all’organo Thomas Gagliardone (già New New Dada, poi Equipe 84): alla chitarra Piero Pantò (già con Michele); ai sax Michele Bovi (in seguito con Le Pecore Nere), Mariano Lozzi e Paolino Sanna; alla tromba Filippo Bianchi (già con Edoardo Vianello); e un paio di spettacolari novità per l’epoca: le congas suonate dal fraterno amico Enrico Buscaglia e due ballerine, una bianca e una nera, che si scatenano ai suoi fianchi sul palco.

Pierfranco Colonna con il suo gruppo

Pierfranco Colonna e la prima formazione dei Boa Boa.

Un poster originale di Pierfranco Colonna.

Un poster originale di Pierfranco Colonna.

Pierfranco Colonna e i Boa Boa al Titan Club di Roma.

Pierfranco Colonna al Titan Club di Roma con il suo gruppo nel 1967

Pierfranco Colonna e i Boa Boa al Titan Club di Roma, novembre 1967. Thomas Gagliardone (organo), Roberto Senzasono (batteria), Piero Panto’ (chitarra), Mario Scotti (basso), Michele Bovi (sax), Mariano Lozzi (sax), Enrico Buscaglia (congas). Il ragazzo in primo piano che sta ballando è Renato Zero.

Pierfranco Colonna

Un poster originale di Pierfranco Colonna.

A gestire la pianificazione dei suoi concerti è Massimo Bernardi, l’intraprendente proprietario del Titan Club di Roma – alternativa raffinata al Piper – che ingaggia in Italia Stevie Wonder, Wilson Pickett e Jimi Hendrix.
Nel maggio del 1968 Pierfranco Colonna e il suo gruppo fanno da spalla nei concerti romani di Jimi Hendrix. Il cantante torinese sembra a un passo dal grande successo.

La locandina del concerto di Jimi Hendrix al Teatro Brancaccio, Roma 1968
Pierfranco Colonna e i Boa Boa sul palco del Teatro Brancaccio

Maggio 1968, Pierfranco Colonna e i Boa Boa sul palco del Teatro Brancaccio di Roma aprono il concerto di Jimi Hendrix. Inquadrati dal riflettore Filippo Bianchi (tromba), Michele Bovi (sax), Pierfranco Colonna, la ballerina afroamericana Judith Six, Piero Pantò (chitarra).


Jimi Hendrix al Teatro Brancaccio, Roma 1968

Jimi Hendrix al Teatro Brancaccio, Roma 1968.

Soltanto tre mesi dopo, sulla costa romagnola, al Bobo di Misano la prima caduta: non si presenta sul palco, vittima di una miscela esplosiva alcol-droga. Di lì è tutto un calvario: ancora qualche brutto disco, esibizioni pubbliche rarefatte, ma soprattutto ospedali, stupefacenti e carcere in Italia, lavoro e stupefacenti e carcere in Sudamerica e ancora dappertutto stupefacenti e ospedali.

Pierfranco Colonna

A metà degli anni novanta torna in Italia, ha smesso di drogarsi e di bere, tenta il ritorno alle scene e nel 1999 incide l’album Percorsi: l’artista è intatto, ma l’uomo è stremato e la voce è affaticata. Percorsi contiene una canzone suggestiva, Maledetto Amore, che suona come la fine di un diario: “La mia anima è un’azienda in passivo, ho svenduto troppe azioni, mi sono messo in troppi guai. Chi è sbagliato sono io, scusa Dio ma non ci sto, me ne voglio andare via, voglio riposarmi un po’, maledetto sia l’amore, maledetti i miei… non so”.

il 17/6/1997 la rubrica Tg2 Salute curata da Michele Bovi mandò in onda questo insolito servizio dedicato a Pierfranco Colonna e alle sue vicissitudini esistenzialpatologiche. Nel servizio il giornalista Tito Manlio Altomare intervista il cantante, i due medici che lo avevano in cura – il dottor Angelo Zannero del Servizio tossicodipendenze dell’Ospedale Mauriziano di Torino e il dottor Sarino Aricò, gastroenterologo ed epatologo – e Piero Pantò, ex chitarrista dei Boa Boa, il gruppo di Colonna.

DISCOGRAFIA

I Ragazzi del Sole – I Ragazzi Del Sole, Jolly LP 1965
I Ragazzi Del Sole – Se mi chiamerai / Non ridere di me, Jolly 45giri 1966
Pierfranco Colonna – Quando un uomo non sa amare/Anche lei lo sa, Ariston 45giri 1966
Pierfranco Colonna – Un uomo senza pietà / Sotto gli alberi gialli, Ariston 45giri 1967
Pierfranco Colonna – Unca Dunca / Anche lei lo sa, Ariston 45giri 1967
Pier Franco Colonna – Passo / Che uomo sei, Apollo 45giri 1970
Franco Colonna – Apriti uomo / I giorni contati, Studio 45giri 1971
Pierfranco Colonna – Percorsi, Carosello CD 1999.

Alcuni dischi di Pierfranco Colonna

Pierfranco Colonna

La copertina del 45giri con le canzoni "Unca Dunca" e "Anche lei lo sa", illustrata da Bruno Bozzetto (1967).

Pierfranco Colonna

Pierfranco Colonna.